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Per
anni avevo abbandonato il mio sport preferito la pallavolo,
perché presa da altre cose: l'università e il lavoro. E mi
sono ritrovata da poco tempo a rigiocare a livello dilettantistico:
che bello! Mi è sembrato di tornare indietro di anni, di quando
il pomeriggio mi vedevo con i compagni di scuola a giocare
nella palestra dell'istituto scolastico per prepararsi ai
tornei e a contare i cambi palla. Certo, adesso con il nuovo
sistema dei punti e le nuove regole tutto è cambiato e mi
sembra certe volte di avere ancora 14 anni. Tornare ad allenarmi
la sera e stare attenta ai ruoli, scatti, salti, palleggi:
è davvero entusiasmante. La squadra in cui gioco è mista,
ed il mio ruolo è quello del libero. I ragazzi che si allenano
con me fanno i lavori più disparati: dal ricercatore universitario,
all'agronomo, al restauratore, al giornalista e tutti insieme
ci ritroviamo due volte alla settimana uniti dalla stessa
passione: la pallavolo. Purtroppo in Italia questo sport non
tira tanto come il calcio, se ne parla davvero poco: l'interesse
mediatico è tutto spostato verso gli stadi e non verso i palazzetti.
Nessuno conosce i nomi dei pallavolsiti professionisti se
non gli addetti ai lavori, eppure soprattutto nelle città
di provincia questo sport attira migliaia di persone negli
spalti sempre gremiti di persone. Il bello di questo sport
è vedere proprio in questi palasport intere famiglie, bambini,
e gli stessi giocatori fermarsi a fine partita a fare le foto
con le ragazzine deliranti, senza che vi siano scontri fra
tifoserie. Lo sport come la pallavolo raccoglie tantissime
categorie dilettantistiche e non a livello provinciale, regionale
ed interregionale, come la mia ed è altresì l'attività sportiva
più amata dalle ragazze. In piccole città di provincia, la
pallavolo è l'argomento predominante basti pensare a Montichiari,
Modena oTreviso. Ad esempio per un periodo ho lavorato a Perugia
e lì le squadre sia femminile che maschile combattono ogni
anno per lo scudetto e raccolgono tantissime persone nel palazzetto
ogni domenica o nei giorni settimanali per le varie coppe
e turni previsti dalla Lega Italiana di Pallavolo. Che dire?
Io sono strafelice di aver riniziato a giocare, innanzitutto
perché fa bene al fisico, adesso dolorante dopo l'estate ed
a inizio stagione siamo tutti mezzi "rotti", non essendo professionisti
e poi perché facendo tutti mestieri differenti si riesce a
creare un gruppo disomogeneo per attività lavorative, ma unito
sotto un'unica passione quello di uno sport di squadra. Ho
sempre amato la pallavolo perché è uno sport dove si le personalità
spiccano perché avere un opposto forte, vuol dire fare tantissimi
punti, ma la collaborazione tra i sei in campo deve essere
un unico respiro perché se la difesa e l'attacco non viaggiano
insieme sotto lo sguardo del regista/palleggiatore, non si
riesce a concludere nulla. Per questo lancio un messaggio
ai giovani: giocate a pallavolo perché è uno sport di squadra
e crea affiatamento tra i giocatori, non solo per fare quattro
tiri sulla spiaggia in estate!
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